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Lavorare di meno, lavorare meglio e guadagnare di più

Lavorare di meno, lavorare meglio e guadagnare di più

Ultimamente ho perso qualche “opportunità di lavoro” perchè dopo 17 anni di impegno e studio penso di dover guadagnare di più dal mio tempo, dalle mie capacità e dalla mia forte esperienza.

Da una parte non mi interessa un gran che, vivo bene lo stesso e proseguo sulla mia strada. Dall’altra invece, un po’ mi spiace perchè alla fine sembra quasi dover dire a certi clienti “No, mi spiace”, solo per partito preso.

In verità credo che l’esperienza e l’impegno che ho cumulato in tanti anni si riversi in ogni operazione che eseguo e che porto al successo o realizzazione.

– E’ un grande valore aggiunto per il progetto ed una sicurezza per il cliente. E chi ha lavorato come me, e chi conosce la natura di questi progetti, sa di certo di cosa sto parlando.

Comunque questo articolo (nemmeno troppo recente! http://nuvola.corriere.it/2012/03/06/nuove-professioni-cosa-fa-il-web-project-manager/)  spiega con precisione quello che in gran parte è il mio lavoro.
– Motivo per il quale non posso farlo ne sottocosto, ne gratis oppure per favore!
Nel caso in cui poi qualcuno di voi riesca a trovare un professionista che lo fa a molto meno o “per farvi un piacere” sono io ad essere ancora molto più felice per voi.

– Io nel mio tempo libero mi impegnerò a lavorare meglio su altre opportunità e con persone che maggiormente apprezzano il mio lavoro e la mia collaborazione e sarò certamente migliore.

Il messaggio non è direttamente rivolto a nessuno, ma è solo per chiarezza.

In Italia solo un azienda su tre investe in e-commerce

In Italia solo un azienda su tre investe in e-commerce

Dall’ E-Commerce Power, emerge innanzitutto come solo il 29% delle imprese investa in un negozio elettronico. Per contro, il web è il secondo canale di vendita più sfruttato”.

  • L’ 82 % delle aziende non lo ritrova adatto e utile alla propria tipologia di business;
  • Scarsa fiducia, (si legge nello studio) imputabile in molti casi ad una scarsa conoscenza da parte delle aziende stesse, delle potenzialità e degli ambiti di applicazione dell’e-commerce e dalla poca propensione a confrontarsi con “benchmark” internazionali.
  • Tra i principali ostacoli citati dalle aziende già attive online c’è invece la difficoltà a raggiungere soddisfacenti tassi di conversione dei visitatori in clienti.

Chi invece nell’e-commerce ha dichiarato di crederci (anche se non da subito), vede nella possibilità di raggiungere particolari target di mercato la motivazione principale all’adozione (citata nell’ 80% dei casi).

Gianni Rusconi – Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/TLz8x.” (Milano – su un campione di 200 imprese)

L’e-business non è l’e-commerce!

L’e-business non è l’e-commerce!

Come viene compreso l’E-business in Italia? “Su 120 Manager italiani intervistati, il 98% confonde l‘E-Business con la semplice realizzazione di un sito internet aziendale.”

  • Il 64,5% delle imprese dispone di un sito web, ma solo il 10,6% dichiara di offrire sul sito servizi per ricevere ordinazioni o prenotazioni on-line.
  • Il commercio elettronico viene effettuato dal 37,5% delle imprese. Ma solo il 6,2% vende on-line i propri prodotti o servizi realizzando un fatturato pari al 6,4% di quello totale.
  • Solo il 30% delle imprese utilizza software adeguati alla condivisione di informazioni all’interno dell’impresa (ERP) e il commercio elettronico.
  • Lenta è invece la diffusione di automazione negli scambi di informazioni con imprese fornitrici o clienti* (CRM), l’adozione di software specifici per l’utilizzo di informazioni sulla clientela con altre aree funzionali per finalità di analisi e marketing**.

 

* (dal 21% del 2009 al 23% del 2012) **(dal 13% del 2009 al 17% del 2012)
Fonti: http://www.cit-consult.it
Dati Istat 2013: http://www.istat.it